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L’Iran è il Paese maggiormente attivo nell’Islamic banking
Una ricerca di KFH-Research, Istituto di ricerca della banca Kuwait Finance House, ha analizzato i progressi compiuti nel 2012 dai sistemi bancari conformi all’Islam (c.d. “Islamic banking”), che hanno aumentato il proprio giro d’affari di circa il 20 % rispetto all’anno precedente. Dalla ricerca emerge che l’Islamic banking rappresenta oltre l’80% del mercato complessivo della finanza islamica e che le quote di capitale iraniano nelle banche islamiche sono il 42,7 % del totale. L’Iran è quindi di gran lunga il Paese maggiormente coinvolto dal punto di vista finanziario nell’Islamic banking, tenendo a distanza il blocco dei Paesi del Golfo (34,1 % di capitale in banche islamiche) e la Malaysia (10 %). La crescita della finanza islamica nel complesso viene spiegata dallo studio con la diffusione di prodotti Halal, che tra i requisiti di conformità all’Islam includono che la loro produzione sia stata finanziata attraverso strumenti rispettosi della Sharia, nonché con l’aumento della richiesta di prodotti finanziari da parte della popolazione giovanile in molti Paesi, non soltanto a tradizionale maggioranza islamica.