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UE: l’Italia conferma il Trattato Bilaterale d’Investimento con l’Iran
Nel dicembre scorso gli Stati membri dell’UE sono stati chiamati ad indicare alla Commissione gli accordi bilaterali sugli investimenti conclusi con Stati terzi che intendano mantenere in vigore (o, se non ancora in vigore, di cui intendano continuare l’iter). Tra le decisioni del Trattato di Lisbona, infatti, c’è l’inclusione della politica commerciale comune tra le materie di competenza esclusiva dell’Unione ed i Trattati bilaterali in materia degli Stati membri sono pertanto destinati ad essere progressivamente sostituiti da futuri accordi con i Paesi terzi da stipulare da parte dell’UE. Con il Regolamento 1219/2012 del 12 dicembre scorso è stato dunque richiesto agli Stati membri di notificare quali accordi bilaterali firmati prima del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009) intendano mantenere in vigore e che sono stati resi noti lo scorso 8 maggio. Tra questi figurano dodici trattati bilaterali di altrettanti Stati UE con l’Iran. Anche l’Italia ha notificato l’intenzione di mantenere in vigore il proprio, firmato il 10 marzo 1999, ratificato con Legge n° 171/2002 ed entrato in vigore l’8 agosto 2003 come indica il servizio per il Contenzioso Diplomatico. L’accordo del 1999 contiene gli elementi “classici” dei Trattati Bilaterali di Protezione degli Investimenti - tra cui la previsione della clausola della nazione più favorita ed i limiti all’espropriazione ed alla nazionalizzazione degli investimenti nei rispettivi Paesi - ed ha segnato la ripresa dopo la Rivoluzione dei rapporti commerciali tra Italia ed Iran. Gli altri membri UE che hanno indicato di voler mantenere in vigore accordi bilaterali di investimento con l’Iran sono Austria, Bulgaria, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Romania, Spagna e Svezia.