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Privatizzazione del settore elettrico iraniano
L’Iran è impegnato in un processo di riordino della propria industria energetica, che prevede la privatizzazione di alcuni asset del settore. In particolare, in base ad una previsione inserita nella Costituzione, soltanto le infrastrutture per la trasmissione dell’energia dovrebbero rimanere sotto il controllo statale mentre la produzione e la distribuzione dovrebbero essere progressivamente cedute ai privati. Nelle scorse settimane sia il Vice Ministro dell’Energia Mohammad Behzad sia il responsabile della privatizzazione hanno fatto il punto sull’avanzamento del processo, spiegando che nello scorso anno iraniano (fino al marzo 2013) sono state 22 le centrali elettriche cedute a privati per una produzione complessiva di quasi 20.000 megawatt. Entro marzo dell’anno prossimo avverrà un numero simile di dismissioni, con un ricavo stimato di 180.000 miliardi di rial. Entrambi hanno sottolineato come il settore sia in continua espansione e l’attrazione di investimenti privati, che sono stati finora oltre un miliardo di dollari, contribuirà a rendere l’Iran uno dei principali esportatori di energia elettrica nella propria area geografica, aumentando le forniture già in corso con diversi Paesi tra i quali Turchia, Iraq, Pakistan, Afghanistan, Armenia, Azerbaijan.