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Il Sottosegretario Alfredo Mantica in Iran
Nucleare, Iraq, diritti umani sono stati tra i principali argomenti trattati dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica in una visita svoltasi il 20 e 21 luglio in Iran, dove ha incontrato Hassan Rohani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, e il ministro degli esteri Kamal Kharrazi. Proprio sul nucleare e sui diritti umani si sono registrati negli ultimi tempi alcuni attriti tra l'Unione europea e Teheran, già messa duramente sotto accusa dagli Stati Uniti. “Isolare l’Iran ha dichiarato Mantica - sarebbe un errore politico imperdonabile. Il Paese è una potenza regionale, che può contribuire alla stabilizzazione della regione. Guai a farlo sentire schiacciato tra Iraq e Afghanistan. Ecco perchè c'è questo ruolo di mediazione dell'Italia, intenta a smussare gli angoli”. Angoli emersi soprattutto sulla questione del programma nucleare iraniano. Francia, Gran Bretagna e Germania, già promotori di un accordo in base al quale la Repubblica islamica si impegnava a sospendere l'arricchimento dell'uranio e a far piena luce sui suoi progetti, nel giugno scorso hanno sponsorizzato una risoluzione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) in cui l’Iran è criticato per una insufficiente cooperazione con i suoi ispettori. E Teheran ha reagito annunciando la ripresa della produzione di centrifughe da destinare all'arricchimento dell'uranio. Di questo Mantica ha parlato soprattutto con Hassan Rohani, principale negoziatore sul nucleare. “Abbiamo lanciato loro un messaggio - ha detto il sottosegretario - perchè, dopo le trattative con i tre europei, continuino il dialogo attraverso le istituzioni della Ue, in cui sono rappresentati tutti i Paesi”. Secondo Mantica, l'Iran deve evitare il rischio di “una interruzione dei colloqui e di un sostanziale isolamento”. Sui diritti umani, Mantica ha auspicato che, al di là delle “discussioni filosofiche” tra l'Unione e Teheran, si facciano passi avanti nella comprensione “caso per caso”. “Un gesto come quello riguardante Hashem Aghajari vale più di tanti discorsi”. Sull'Iraq, secondo Mantica, “va riconosciuto un comportamento pragmatico dell'Iran”. Il presidente della commissione Esteri del Parlamento, Alaeddin Boroujerdi, ha proposto tra l'altro all'Italia di avviare progetti in comune per la ricostruzione e per il censimento in vista delle elezioni del 2005. Un giudizio positivo è stato dato dal sottosegretario anche sul ruolo iraniano in Afghanistan. Qui, la cooperazione con Teheran potrebbe svilupparsi soprattutto su un’ipotesi dell'Italia di avviare un’iniziativa di addestrameno di polizia e funzionari civili a Herat, nell'ovest del Paese, dove è forte l'influenza iraniana. Con Boroujerdi il sottosegretario ha parlato anche di un rafforzamento delle relazioni parlamentari bilaterali. Sono in fase di preparazione una visita del presidente del Senato Marcello Pera a Teheran e la creazione nel Parlamento iraniano di un gruppo di amicizia Iran-Italia.