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Raddoppio della produzione petrolifera
Otto milioni di barili al giorno entro il 2025. E’ questo l’ambizioso progetto cui si sta lavorando nella Repubblica Islamica dell’Iran. Attualmente vengono estratti quotidianamente 4,2 milioni di barili, ma il governo iraniano vuole recuperare le posizioni perdute dopo la rivoluzione khomeinista, quando l’Iran dello Scià Reza Pahlevi estraeva sei milioni di barili al giorno e soprattutto si vuole far diventare la NIOC (National Iran Oil Company) la seconda società petrolifera di Stato al mondo, subito dopo la Saudi Aramco. Attualmente Teheran possiede 130 miliardi di barili di petrolio e 36 migliaia di miliardi di metri cubi di gas di riserve certe; il 2 ottobre è stato dato il via libera alla modifica costituzionale che consentirà di privatizzare società nel settore petrolifero (downstream), assicurativo e bancario ed è stato dato mandato per i maxi investimenti (oltre ottanta miliardi di dollari in 5 anni) per implementare la capacità produttiva e migliorare le infrastrutture necessarie all’estrazione, sviluppo e produzione di greggio. Una tranche di 50 miliardi di dollari dell’intera somma destinata agli investimenti è stabilita per il rafforzamento della NIOC che recentemente ha ottenuto il rating da Fitch per “introdurre un nuovo modello di management, implementare l’efficienza, aumentarne l’approccio commerciale verso i mercati domestici ed internazionali”.