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SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA IN IRAN
Si è conclusa la prima fase del progetto della FAO per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Iran e nella regione del Medio Oriente che, a partire dal 2004, è stato finanziato dal Governo Italiano. Il progetto è stato realizzato dalla FAO sotto il coordinamento di un funzionario italiano, l’agronomo Alfredo Impiglia. Il Progetto FAO per un’agricoltura biologica con ridotto uso di pesticidi e fitofarmaci, è stato presentato a Tehran nel giugno del 2004 e coinvolge diversi Paesi quali Siria, Libano, Egitto, Palestina, Giordania. Il progetto utilizza come metodologia di divulgazione le cosidette “scuole di campo per gli agricoltori” (Farmers’ field school -FFS). Gli agricoltori hanno cosi la possibilita’ senza costi aggiuntivi di scegliere, verificare e vagliare direttamente sul campo le nuove tecniche proposte dal progetto come ad esempio l’utilizzo di antagonisti naturali alle diverse malattie e insetti nocivi alle colture e/o altre tecniche agronomiche atte a proteggere le colture e migliorarne la qualita’ e la quantita’ della produzione. I prodotti raccolti possono, seguendo le tecniche colturali proposte (IPM products), anche avere la possibilita’ di guadagnare accesso a nuovi mercati con profitti maggiori per i produttori salvaguardando la natura e rafforzando lo aspetto economico e sociale della comunita’ rurale. In Iran, durante il primo biennio, il Progetto e’ riuscito a sviluppare piu’ di sessanta Scuole per piu’ di 900 agricoltori di pistacchio, uva da tavola, cetriolo e melo in diverse province del paese come Semnan, West and East Azarbaijan, Jirouf, Tehran, Gazvim, Takestan e Varamin. Durante la nuova stagione agricola sono in programma un altrettanto numero di scuole coprendo anche altre province iraniane come Isfahan. Diverse amministrazioni provinciali con il consenso del Ministero della Jihad e dell’Agricoltura Iraniano hanno deciso di finanziare altre attivita’ IPM/FFS.