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BANCHE FRANCESI ADATTANO LE PRATICHE ALL’ISLAM
Le Banche francesi in Medio Oriente, ansiose di fare affari con i ricchi investitori Musulmani, stanno adattando le loro pratiche per conformarsi ai precetti finanziari richiesti dall’Islam. BNP Paribas, Calyon e Societe Generale hanno aumentato i loro affari in Medio Oriente nella finanza Islamica, un settore in cui le attività bancarie valgono tra i 200 e i 400 miliardi di dollari. Le operazioni finanziarie sotto l’Islam sono basate su severi principi: la proibizione di pagamenti di interesse, un requisito per cui le transazioni sono basate sui beni tangibili ed un divieto di affari in settori quali armi, alcool, prodotti di maiale e pornografia. I clienti della banca islamica non pagano alcun interesse sui fondi presi a prestito, ma pagano alcune tasse iniziali. La BNP Paribas, che è attiva nel Medio Oriente dal 1970, ha stabilito una divisione bancaria Islamica nello stato del Bahrein in 2003. Un'altra banca francese, Natexis Banque Populaire, ha annunciato di aver preso parte al finanziamento di una nuova linea aerea kuwaitiana in congiunzione con la Kuwait Financa House, la seconda banca islamica più grande al mondo. Il presidente di BNP, Paribas Michel Pebereau, inaugurando una filiale di BNP in Kuwait, ha affermato che la banca può operare soltanto nei settori bancari privati e di investimento, poiché manca l'autorizzazione per eseguire le operazioni di tecnica bancaria di vendita al dettaglio. L’unica banca francese ad avere un acceso nella vendita al dettaglio è la Calyon, che possiede quasi un terzo di Banque Fransi Saudita.