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GASDOTTO ASIATICO PER TRASPORTARE LO SVILUPPO
Un gasdotto lungo 2800 km dall’Iran al Pakistan e poi verso l’India, con un futuro progetto di estensione verso la Cina: si tratta del progetto che potrebbe continuare a cambiare, con il passare del tempo, gli assetti strategici della regione e saldare sempre più il Medio Oriente all’Asia. L’idea di questa grande realizzazione nasce all’inizio degli anni’90 e si concretizza a Dehli e a Islamabad dopo un intenso lavoro che ha impegnato scienziati, geologi, tecnici e politici. Infatti proprio gli ultimi incontri tra i paesi coinvolti hanno spianato la strada alla concreta realizzazione del progetto. Il gasdotto che costerà 7,5 miliardi di dollari, dovrebbe avere origine presso l’immenso giacimento sottomarino di South Pars nel Golfo Persico, il più esteso del mondo, circa 3700 kmq in acque iraniane e 6000 kmq nel Qatar. Il gasdotto correrebbe per 1100 km in Iran prima di attraversare le province pachistane del Baluchistan e del Sind, per entrare poi nel Punjab in India e terminare a Delhi. Le conseguenze economiche per i tre paesi coinvolti saranno notevoli vista la necessità di sopperire alla crescita del prezzo del greggio per economie che stanno conoscendo importanti ritmi di crescita, come l’India. Il significativo ruolo che l’Iran sta giocando nella regione a livello energetico porta il paese ad un attiva partecipazione nella regione asiatica. La partnership che l’Iran sta costituendo nello Sri Lanka per la costruzione di una centrale idroelettrica e la modernizzazione delle raffinerie testimoniano tale impegno. Tutto ciò sta a dimostrare che l’Iran si appresta a diventare il secondo esportatore di gas a livello mondiale dopo la Russia ed anche il quarto produttore di greggio (tra i paesi OPEC al secondo posto dopo l’Arabia Saudita). Le trasformazioni saranno notevoli con il gasdotto che avrà una capacità iniziale di 60 milioni di metri cubi al giorno, che salirà a 150mc/g e darà maggior sicurezza e diversificazione agli approvvigionamenti energetici.