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IL RITORNO DI FIAT IN IRAN
La Fiat Auto si appresta a ritornare in Iran, con la prima iniziativa industriale dopo la Rivoluzione Islamica del 1979. Il rientro sarà costituito dall’avvio di un impianto per l’assemblaggio del modello “Siena” a partire dal prossimo autunno. Tale iniziativa ha avuto un ritardo temporale di tre anni dall’accordo istitutivo firmato a Teheran nel 2005 tra l’allora Amministratore Delegato di Fiat Auto, Herbert Demel e il Direttore operativo del partner iraniano, la Pars Industrial Development Foundation (PIDF), Manoucher Gharavi. L’assemblaggio avverrà in uno stabilimento a Saveh, che si servirà di componenti importati dalla fabbrica Tofas nel distretto industriale dell’auto di Bursa, in Turchia. La Tofas è una joint venture tra la famiglia Koc e il gruppo Fiat. La produzione iniziale prevista sarà di circa 50.000 vetture all’anno ma il progetto prevede a pieno regime la realizzazione di 100.000 veicoli, con i modelli Palio e Strada. Gli iraniani, viste le loro potenzialità energetiche nel settore del petrolio e del gas, sono molto interessati a veicoli a benzina e metano. Nel biennio 2006/07 il mercato mondiale delle auto ha avuto un incremento del 4,6% grazie ai nuovi mercati emergenti con 2,1 milioni di auto in più in Brasile, Russia, India e Cina ed altre 400mila unità nei paesi di Ucraina, Venezuela, Indonesia ed Iran. Fiat Auto si proietta, dunque, nel mercato iraniano dove già sono presenti altri gruppi internazionali come ad esempio la Peugeot francese. Iran Khodro, che ha anche una presenza nel mercato delle auto turco, è il primo costruttore del Medio Oriente con un milione di veicoli prodotti. I dati ufficiali iraniani parlano di un mercato delle autovetture in Iran che ha registrato una crescita del 7% nel 2007