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LEGAMI PIU’ FORTI TRA L’ITALIA E L’IRAN
Con un volume di interscambio commerciale che sfiora gli 8 miliardi di dollari, l’Italia si conferma il terzo partner commerciale dell’Iran nel mondo, dopo la Cina e il Giappone. Ma dalle imprese giungono nuovi appelli al rafforzamento di questi legami. Lo ha sottolineato il nuovo Ambasciatore italiano a Teheran Alberto Brandanini, durante una visita nell’Hormuzgan, provincia meridionale del paese in via di forte industrializzazione. Attualmente, le esportazioni di petrolio rappresentano la voce più importante delle esportazioni totali dell’Iran verso l’Italia (85%): l’Iran punterebbe a diversificare l’offerta, ampliandola al settore dei prodotti finiti. L’Italia potrebbe da parte sua trasferire know how, particolarmente nei settori di tradizionale specializzazione come il turismo, oltre a fornire in generale per l’Iran un modello di privatizzazione. L’economia iraniana sta infatti attraversando una fase di sostanziale liberalizzazione, in conformità all’art. 44 della Costituzione, che tutela in ugual modo settore pubblico e privato. Le attività delle imprese italiane in Iran saranno facilitate, non dovendo più il commercio bilaterale passare attraverso il canale governativo. “Il commercio bilaterale è vantaggioso per entrambe le parti”, ricorda in un’intervista all’Irna Jamshid Haghgoo, Segretario generale della Camera di Commercio Irano-Italiana a Teheran, ricordando il prezioso ruolo svolto dalle due Camere di Commercio di Roma e di Teheran nell’ambito del supporto alle imprese italiane e iraniane, e auspicando per il futuro una cooperazione più intensa fra i due paesi, nonché maggiori aperture da parte del settore bancario. Si attende poi che ulteriori passi avanti possano essere fatti in occasione della visita in Iran del Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, durante la quale si discuterà tra l’altro la presenza iraniana al vertice del G8, previsto per il 27 giugno a Trieste.