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APERTE 23 NUOVE SPECIAL ECONOMIC ZONES
Ventitre nuove Special Economic Zones (SEZ) sono state aperte in Iran la prima settimana di luglio. Lo ha annunciato il Consigliere governativo Mahmoud Salahi, precisando che il piano di apertura delle SEZ è stato presentato al Parlamento lo scorso anno e approvato lo scorso mese. Salahi ha specificato che la maggior parte di queste nuove zone sono localizzate nelle aree più disagiate del Paese, spesso in posizione frontaliera, come Mehran nella Provincia occidentale dell’ Ilam a sole due ore di auto da Baghdad e Namin, città di confine di etnia azera nella Provincia di Ardebil, a 70 km dal Mar Caspio. Obiettivo del Governo di Teheran è creare nuove opportunità di lavoro in queste regioni. Le prime Special Economic Zones furono inaugurate in Iran nel 1993 sulla scia dell’ esempio cinese per incentivare gli investimenti stranieri e facilitare la ripresa economica dopo la guerra con l’Iraq, evitando allo stesso tempo le ricadute sociali che una brusca apertura al mercato avrebbe comportato. Le SEZ, generalmente ubicate in posizioni strategiche sul territorio iraniano, sono escluse dalla competenza delle autorità doganali e sono amministrate secondo leggi speciali in materia commerciale, bancaria, assicurativa e giuslavoristica. Fino ad oggi erano presenti in Iran sedici SEZ, tra le quali i siti petroliferi di Assalouyeh sul Golfo Persico, Salafchegan nella Provincia di Qom e Mahshahr, importante porto del Khouzestan. Mahmoud Salahi ha dichiarato che il Governo presenterà presto un nuovo disegno di legge per l’apertura di altre Special Economic Zones; tra queste una sarà lungo il confine con l’Afghanistan.