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PIL IRANIAN0: CRESCITA DEL 5% NEGLI ULTIMI TRE ANNI
L’economia iraniana è cresciuta ad un tasso medio del 5% annuo nel triennio 2007/2009. La stima è dell’ultimo Report del Consiglio Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), pubblicato alla fine del mese scorso. Secondo le valutazioni dell’Istituto internazionale, la performance economica dell’Iran ha mostrato negli anni recenti un’apprezzabile solidità e continuità, supportata dall’alto prezzo del greggio e dalle politiche fiscali e monetarie del Governo di Teheran. La crescita del PIL reale si è accompagnata ad un rafforzamento delle posizioni iraniane sui mercati esteri e ad un miglioramento complessivo degli indicatori di welfare. Nonostante la caduta dei prezzi del petrolio, la bilancia delle partite correnti si è mantenuta in attivo durante il biennio 2008/2009 grazie al successo dell’export non-oil; il saldo commerciale è tuttavia diminuito dal 2007 dal 12% al 7% del PIL reale. Le minori rendite petrolifere hanno spinto il Governo iraniano a partire dall’inizio dell’anno scorso all’adozione di politiche fiscali e monetarie più austere, che hanno implicato una diminuzione delle riserve ufficiali, un inasprimento delle condizioni di credito e tagli alla spesa pubblica. Le manovre sono state coronate da successo: l’inflazione si è ridotta al 7,5% nell’ottobre 2009 dal quasi 30% dell’ottobre dell’anno precedente, diminuzione favorita anche da un generale contenimento dei prezzi internazionali. Sotto il profilo fiscale, è anche da segnalare l’introduzione in Iran dell’imposta sul valore aggiunto a partire dal settembre 2008. Si è inoltre ulteriormente ridotto il debito estero del Paese, sceso nel 2008/2009 a 20 miliardi di dollari, circa il 6,5% del PIL reale.