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OPEC: Presidenza iraniana per il 2011
Per la prima volta dal 1975, l’Iran torna alla Presidenza dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC). Il Ministro Iraniano del Petrolio Masoud Mir Kazemi, eletto all’unanimità dall’Assemblea Generale dell’OPEC il 14 ottobre 2010, si è insediato alla Presidenza a partire da Gennaio 2011 e resterà in carica, secondo le regole dell’organizzazione, per un anno. Come spetta solitamente al Paese presidente, l’Iran organizzerà quest’anno un meeting dei Ministri del Petrolio dei 12 Paesi membri (Algeria, Angola, Ecuador, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Venezuela), che esportano il 40% del greggio mondiale. Fra i Paesi OPEC, l’Iran è il secondo maggiore produttore di petrolio, subito dopo l’Arabia Saudita e prima dell’Iraq. La produzione petrolifera iraniana ammonta ad oltre 3 milioni e mezzo di barili al giorno, che solo per un terzo vengono raffinati da aziende iraniane. Ai consumi interni viene destinata più o meno la metà del petrolio prodotto. Subito dopo Riad, Teheran è in testa nell’ambito dell’organizzazione anche sotto il profilo delle riserve conosciute (proven reserves): 137 milardi di barili secondo il Report 2009 dell’OPEC. Primati che lasciano presagire un nuovo protagonismo iraniano all’interno dell’organizzazione, che ha festeggiato nel 2010 cinquant’anni di attività. Sono però lontani i tempi delle crisi petrolifere e lo slogan del cinquantenario parla chiaro: “OPEC. Supporting stability, fuelling prosperity”. Un nuova mission per il mondo che cambia: nel mercato del petrolio non interagiscono più solo gli interessi di produttori e consumatori ma anche quelli degli investitori finanziari internazionali e della rete di soggetti, istituzionali e non, impegnati sul fronte della tutela ambientale e delle conseguenze dei cambiamenti climatici.